ADI, SAD, CAD, SAISA, PUA, FNA, infermiere di famiglia. Se stai cercando aiuto pubblico per un genitore anziano, probabilmente hai già incontrato almeno tre di queste sigle in una singola telefonata con l'ASL o il Comune, spesso usate come se fossero intercambiabili. Non lo sono, e la confusione fa perdere tempo prezioso: si chiama l'ufficio sbagliato, si compila il modulo sbagliato, si aspetta una risposta che non arriverà mai da quel canale.

Questa guida mette ordine: cosa significa ogni sigla, chi eroga davvero il servizio, quanto costa e a chi rivolgersi. L'obiettivo non è sostituire l'informazione ufficiale della tua ASL o del tuo Comune — le regole locali variano — ma darti una mappa per capire subito a quale porta bussare.

Risposta rapida: l'ADI è sanitaria, gratuita, gestita dall'ASL (medico di base o distretto). Il SAD è sociale, con compartecipazione ISEE, gestito dal Comune. CAD e SAISA sono nomi locali (rispettivamente in alcune ASL del Lazio e a Roma Capitale) che indicano, di fatto, ADI e SAD sul territorio. Il PUA è lo sportello che ti indirizza al servizio giusto quando non sai da dove iniziare. Il FNA è il fondo statale che finanzia questi servizi a livello regionale, non un servizio a cui iscriversi direttamente.

Perché esistono così tante sigle diverse

La causa principale è la doppia natura dell'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia: una parte è sanitaria (di competenza del Servizio Sanitario Nazionale, quindi delle Regioni e delle ASL) e una parte è sociale (di competenza dei Comuni, secondo la legge quadro sui servizi sociali, la Legge 8 novembre 2000, n. 328). Ogni Regione, e spesso ogni ASL, ha poi sviluppato negli anni una propria organizzazione e una propria terminologia per gestire questi due canali, che a livello nazionale sono normati dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA, DPCM 12 gennaio 2017) ma che sul territorio prendono nomi diversi.

ADI — Assistenza Domiciliare Integrata

L'ADI è un servizio sanitario, erogato dall'ASL attraverso il distretto di competenza, ed è gratuita perché rientra nei LEA. Porta a casa del paziente un'équipe che può comprendere medico, infermiere, fisioterapista e operatore socio-sanitario, in base al piano assistenziale individuale (PAI) definito dopo una valutazione multidimensionale.

L'articolo 22 del DPCM 12 gennaio 2017 distingue diversi livelli di intensità delle cure domiciliari integrate, in base alla complessità clinica e alla necessità di continuità assistenziale: dai livelli base fino a un livello più intensivo per pazienti clinicamente instabili o con sintomi di difficile controllo, come nelle cure palliative.

Si attiva tramite il medico di medicina generale, direttamente al distretto ASL, o attraverso le dimissioni protette se la persona è ricoverata in ospedale. Abbiamo dedicato una guida completa, passo per passo, a questo percorso: ADI: cos'è e come richiederla alla ASL.

SAD — Servizio di Assistenza Domiciliare

Il SAD è un servizio sociale, gestito dal Comune (spesso tramite cooperative accreditate), pensato per sostenere la persona nelle attività della vita quotidiana: igiene personale, preparazione dei pasti, faccende domestiche, compagnia. A differenza dell'ADI, il SAD prevede quasi sempre una compartecipazione economica calcolata sull'ISEE del richiedente.

Si richiede rivolgendosi ai servizi sociali del proprio Comune, non all'ASL. Nella pratica, ADI e SAD spesso lavorano insieme sullo stesso caso: l'infermiere dell'ADI gestisce la parte clinica, l'operatore del SAD quella assistenziale quotidiana.

CAD — Centro Assistenza Domiciliare

CAD non è un servizio diverso dall'ADI: è il nome con cui alcune ASL — in particolare diverse ASL del Lazio, incluse quelle di Roma — chiamano l'unità operativa territoriale che riceve le richieste, effettua la valutazione del bisogno e definisce il piano di assistenza domiciliare integrata. Se stai cercando "come attivare il CAD" nella tua zona, nella sostanza stai cercando come attivare l'ADI: la procedura passa comunque dal medico di famiglia o dal Punto Unico di Accesso del tuo distretto.

SAISA — il servizio domiciliare di Roma Capitale

SAISA (Servizio di Assistenza Domiciliare per Anziani) è il nome con cui il Comune di Roma identifica il proprio servizio sociale domiciliare, l'equivalente locale del SAD. Può essere erogato in forma diretta (operatori messi a disposizione dal Comune tramite cooperative accreditate) o indiretta (un contributo economico che la famiglia utilizza per pagare privatamente l'assistenza). Il SAISA gestisce anche le dimissioni protette, cioè l'assistenza domiciliare attivata nei giorni immediatamente successivi a un ricovero ospedaliero.

Quando entrano in casa più servizi diversi

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L'infermiere di famiglia e di comunità: non è lo stesso ruolo dell'infermiere ADI

Il Decreto Ministeriale 77/2022 ha istituito la figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFoC), con uno standard nazionale di almeno un infermiere ogni 3.000 abitanti. La differenza rispetto all'infermiere che opera nell'ADI è nell'approccio: l'IFoC lavora in modo proattivo sulla prevenzione e sulla gestione delle cronicità nella comunità, mentre l'infermiere ADI interviene su un paziente già preso in carico per un bisogno clinico specifico, con prestazioni dirette come medicazioni, terapie e monitoraggio nell'ambito di un piano assistenziale individuale. Nella pratica quotidiana, le due figure spesso collaborano sullo stesso territorio.

PUA — Punto Unico di Accesso

Il PUA è pensato proprio per risolvere il problema di "non sapere a chi rivolgersi". È lo sportello, spesso collocato nel distretto sanitario, dove si presenta la domanda di assistenza per una persona non autosufficiente o fragile: il PUA raccoglie le informazioni, valuta il bisogno insieme ai servizi sociali del Comune e indirizza la famiglia verso il servizio più adatto, che sia ADI, SAD o altro. Se non sai da dove iniziare, il PUA del tuo distretto è spesso il punto di ingresso più efficiente.

FNA — Fondo per la Non Autosufficienza

Il FNA non è un servizio a cui una famiglia si iscrive direttamente: è un fondo statale, coerente con i principi della Legge 328/2000, che finanzia le Regioni per sostenere le persone con una perdita permanente, totale o parziale, dell'autonomia fisica, sensoriale, cognitiva o relazionale. Le Regioni usano queste risorse per finanziare assistenza domiciliare indiretta, assegni di cura e il potenziamento dei Punti Unici di Accesso — con criteri di accesso e importi che variano sensibilmente da territorio a territorio.

Tabella riassuntiva

Sigla Chi la eroga Tipo di prestazioni Costo Come si attiva
ADI ASL / distretto Medico, infermiere, fisioterapista, OSS Gratuita (LEA) Medico di base o distretto
SAD Comune Igiene, pasti, faccende, compagnia Compartecipazione su ISEE Servizi sociali del Comune
CAD ASL (nome locale, es. Lazio) Come l'ADI Gratuita (LEA) Medico di base o PUA del distretto
SAISA Roma Capitale Come il SAD, più dimissioni protette Diretta o indiretta, su ISEE Municipio di residenza
PUA Distretto ASL Orientamento e presa in carico Gratuito Sportello del distretto
FNA Stato → Regioni Finanzia gli altri servizi Non applicabile Non diretto: tramite Regione/Comune

Attenzione alle differenze territoriali: nomi, moduli, tempistiche e importi di compartecipazione cambiano da Regione a Regione e talvolta da ASL a ASL. Questa guida serve a orientarti tra le sigle; per le regole precise della tua zona, il riferimento resta sempre il distretto ASL o l'ufficio servizi sociali del tuo Comune.

Come orientarti in pratica
  • Bisogno clinico (medicazioni, terapie, monitoraggio): parti dal medico di base per l'ADI (o CAD, se la tua ASL usa questo nome).
  • Bisogno assistenziale quotidiano (igiene, pasti, compagnia): rivolgiti ai servizi sociali del Comune per il SAD (o SAISA, a Roma).
  • Non sai da dove iniziare: contatta il PUA del tuo distretto, che valuta il caso e ti indirizza.
  • Dopo un ricovero ospedaliero: chiedi in reparto l'attivazione delle dimissioni protette, prima della dimissione.
  • Se i servizi pubblici non bastano: valuta come si integrano con una badante nella nostra guida su come trovarla e coordinarla.
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Domande frequenti

Qual è la differenza tra ADI e SAD?

L'ADI è un servizio sanitario dell'ASL, gratuito, che porta a casa infermiere, medico, fisioterapista e OSS per bisogni clinici. Il SAD è un servizio sociale del Comune, spesso con compartecipazione economica in base all'ISEE, per l'aiuto nelle attività quotidiane come igiene personale e faccende domestiche.

Cos'è il CAD?

CAD è il nome che alcune ASL, in particolare nel Lazio, danno all'ufficio o all'unità operativa che gestisce la valutazione e l'erogazione delle cure domiciliari, di fatto l'ADI. Non è un servizio diverso: è la denominazione locale della struttura che se ne occupa.

Cos'è il SAISA del Comune di Roma?

SAISA è il Servizio di Assistenza Domiciliare per anziani gestito da Roma Capitale: l'equivalente romano del SAD, con forma diretta o indiretta, oltre alle dimissioni protette dopo un ricovero.

Cosa fa il Punto Unico di Accesso (PUA)?

Il PUA è lo sportello unico del distretto sanitario a cui rivolgersi quando non si sa quale servizio richiedere. Accoglie la domanda, valuta il bisogno insieme ai servizi sociali del Comune e indirizza la famiglia verso ADI, SAD o altri servizi.

Cos'è il Fondo per la Non Autosufficienza (FNA)?

Il FNA è un fondo statale che finanzia le Regioni, in linea con i principi della Legge 328/2000, per sostenere persone con perdita permanente di autonomia. Non è un servizio a cui ci si iscrive direttamente: le Regioni lo usano per finanziare assistenza domiciliare, assegni di cura e il potenziamento dei Punti Unici di Accesso.

Qual è la differenza tra l'infermiere di famiglia e l'infermiere dell'ADI?

L'infermiere di famiglia e di comunità, introdotto dal DM 77/2022, lavora sulla prevenzione e sulla gestione proattiva delle cronicità nella comunità. L'infermiere ADI interviene su un paziente già preso in carico per un bisogno clinico specifico, con prestazioni dirette nell'ambito di un piano assistenziale individuale.

Fonti

Le informazioni di questo articolo hanno scopo informativo generale. Le regole precise, i moduli e gli importi variano per Regione, ASL e Comune: per attivare un servizio specifico rivolgiti al distretto della tua ASL o all'ufficio servizi sociali del tuo Comune.

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